Giorgio Nembrini
Fondatore e vicepresidente di "IF..."
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Formazione
Nato il 4 aprile 1946 Giorgio Nembini consegue la laurea in ingegneria chimica all’Università di Ginevra nel 1971 e diviene poi docente di chimica analitica presso la suddetta università. Consegue quindi un diploma in chimica dell’ambiente ed uno di medicina tropicale presso l’Università di Liverpool nel 1984.
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Per il Comitato Internazionale della Croce Rossa sviluppa e dirige, a partire dal 1983, la sezione acqua e risanamento, effettuando missioni in 40 diversi paesi.
A partire dal 1995, con base a Nairobi, coordina le attività di acqua e risanamento del CICR nell’Africa dell’Est e nella regione dei Grandi Laghi.
Tra il 1998 e il 2002 lavora come consulente indipendente ad un progetto di ricerca sostenuto dalla Ginevra Foundation: “Città in guerra, città assetate”, conducendo studi a Mogadiscio (Somalia), Sarajevo (Bosnia-Erzegovina), Beirut (Libano), Bujumbura (Burundi), Monrovia (Liberia), Kigali (Ruanda). Il contesto è ancora quello delle attività del CICR, per cui, tra il novembre 2001 ed il febbraio 2002, gestisce il programma di acqua e ambiente in Afganistan. Intervenendo a Kabul, Harat, Kandahar, Jalalabad, e nell’area di Mazar-I-Sharif in sintonia con altri enti umanitari quali UNICEF, DFID, HABITAT CARE e NGO’s.
Dal 2002 torna ad essere il punto di riferimento per l’Africa dell’Est e la regione dei Grandi Laghi.
Le sue competenze si concentrano nel campo dell’emergenza idrica: installazione di impianti per la depurazione e la distribuzione dell’acqua, limitazione degli sprechi, intervento in caso di inondazione, coordinamento di programmi di emergenza, evacuazione di persone ed allestimento di campi di accoglienza, ricostruzione di strutture di servizio, controllo dello sviluppo delle epidemie.
Durante i conflitti armati in Angola, Libano, Iraq e Somalia provvede agli approvvigionamenti di acq
Nato il 4 aprile 1946 Giorgio Nembini consegue la laurea in ingegneria chimica all’Università di Ginevra nel 1971 e diviene poi docente di chimica analitica presso la suddetta università. Consegue quindi un diploma in chimica dell’ambiente ed uno di medicina tropicale presso l’Università di Liverpool nel 1984.
Per il Comitato Internazionale della Croce Rossa sviluppa e dirige, a partire dal 1983, la sezione acqua e risanamento, effettuando missioni in 40 diversi paesi.
A partire dal 1995, con base a Nairobi, coordina le attività di acqua e risanamento del CICR nell’Africa dell’Est e nella regione dei Grandi Laghi.
Tra il 1998 e il 2002 lavora come consulente indipendente ad un progetto di ricerca sostenuto dalla Ginevra Foundation: “Città in guerra, città assetate”, conducendo studi a Mogadiscio (Somalia), Sarajevo (Bosnia-Erzegovina), Beirut (Libano), Bujumbura (Burundi), Monrovia (Liberia), Kigali (Ruanda). Il contesto è ancora quello delle attività del CICR, per cui, tra il novembre 2001 ed il febbraio 2002, gestisce il programma di acqua e ambiente in Afganistan. Intervenendo a Kabul, Harat, Kandahar, Jalalabad, e nell’area di Mazar-I-Sharif in sintonia con altri enti umanitari quali UNICEF, DFID, HABITAT CARE e NGO’s.
Dal 2002 torna ad essere il punto di riferimento per l’Africa dell’Est e la regione dei Grandi Laghi.
Le sue competenze si concentrano nel campo dell’emergenza idrica: installazione di impianti per la depurazione e la distribuzione dell’acqua, limitazione degli sprechi, intervento in caso di inondazione, coordinamento di programmi di emergenza, evacuazione di persone ed allestimento di campi di accoglienza, ricostruzione di strutture di servizio, controllo dello sviluppo delle epidemie.
Durante i conflitti armati in Angola, Libano, Iraq e Somalia provvede agli approvvigionamenti di acqua per le popolazioni civili. Opera anche in Congo e Kosovo.
Giorgio Nembrini ha inoltre effettuato rilevazioni tecniche e lavori d’ingegneria in 80 prigioni e pubblicato una trentina di articoli, quindici dei quali riguardanti le sue attività in seno al CICR.
ua per le popolazioni civili. Opera anche in Congo e Kosovo.
Giorgio Nembrini ha inoltre effettuato rilevazioni tecniche e lavori d’ingegneria in 80 prigioni e pubblicato una trentina di articoli, quindici dei quali riguardanti le sue attività in seno al CICR.